cronistoria

Aprile o più probabilmente settembre 2005, non ricordo. Proposi a Imma Ascione (allora direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta) di far nascere una rivista di studi e ricerche in digitale.

Diversi furono i punti cruciali della mia proposta. L’esclusiva diffusione in digitale della rivista avrebbe abbattuto e abbatté i costi vivi di gestione del periodico. Inoltre, offriva i vantaggi di spazi illimitati per testo e immagini e soprattutto la piena potenziale diffusione ovunque, grazie al web.

Aversa, Caiazzo, Piedimonte Matese e Sessa Aurunca avevano periodici che raccoglievano gli studi e le ricerche sulla storia del territorio (arte, società, architettura), tutti piuttosto vitali. Caserta poteva contare sul periodico “Archivio storico di Terra di Lavoro”, edito dalla Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, nato nel 1956 ma dalla periodicità fortemente irregolare e poco o nulla diffuso in città e soprattutto fuori da Caserta.

La direttrice Imma Ascione accolse con gioia ed entusiasmo la proposta e a gennaio 2006 fu pubblicato il primo numero della “Rivista di Terra di Lavoro”, bollettino ufficiale dell’Archivio di Stato di Caserta.

Forse, involontariamente, conseguimmo anche un piccolo primato.

Per quanto mi riferì Imma Ascione, probabilmente la “Rivista di Terra di Lavoro” fu il primo caso di pubblicazione periodica edita da un istituto periferico del Ministero della Cultura. Nel 2009 fu tentato, senza successo, di estendere anche agli altri Archivio di Stato l’esperienza.

Dalla nascita nel 2005 furono pubblicati 27 numeri, circa 150 articoli, tutti con ricerche inedite. Contribuirono autori dai profili assai diversi: autori di chiara fama scientifica per le già numerose pubblicazioni prodotte; autori giovani appena laureati o dottorati all’inizio di una carriera poi sfociata nell’accademia; autori (giovani e non) “ricercatori indipendenti” (quelli che per due secoli si sono chiamati “studiosi locali”) e tra questi diversi di riconosciuta rilevanza nel dibattito culturale non solo locale, nei rispettivi settori di studio.

Col mio parere contrario, dal 2021 fu anche avviata una parziale trasformazione degli obiettivi della Rivista: la si volle curvare verso la logica del carrierismo accademico e delle metriche (tossiche e drogate) di valutazione della produzione della ricerca scientifica perdendo di mira lo scopo originario e cioè uno spazio di riflessione culturale sul passato della nostra provincia affidato alla voce di studiosi locali e non inquadrati in enti di ricerca o incardinati nell’università,  ma non per questo minori per qualità.

Con l’ultimo numero pubblicato nell’aprile 2023 l’esperienza della Rivista di Terra di Lavoro subì un arresto. A due anni credo non si possa continuare ad attendere una improbabile ripresa dell’esperienza.

E allora meglio ripartire e riprovarci, raccogliendo come associazione culturale l’eredità della Rivista di Terra di Lavoro

Infatti, una iniziativa editoriale di questo tipo non sembra più appropriata per i tempi e le visioni che animano molte istituzioni culturali pubbliche.

Alla luce del disorientamento identitario che specialmente Caserta città vive è allora il caso di rilanciare l’iniziativa come forma di democrazia culturale, affidandosi all’associazionismo di lunga e trasparente esperienza.

Caserta, 21 dicembre 2025

Pietro Di Lorenzo
associazione culturale “Francesco Durante”